È stata firmata all'ARAN preintesa per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2022/2024, che riguarda oltre 1,2 milioni di lavoratrici e lavoratori della scuola, dell'università, degli enti pubblici di ricerca e delle istituzioni AFAM.

L'accordo chiude una fase contrattuale complessa e attesa, garantendo incrementi retributivi certi e arretrati significativi, e apre la strada a una nuova stagione di contrattazione tempestiva. La firma consente infatti di avviare immediatamente le trattative per il triennio 2025/2027, con l'obiettivo di ottenere aumenti durante il periodo di vigenza contrattuale, superando i ritardi che hanno a lungo caratterizzato il rinnovo dei CCNL del settore pubblico.

Sul piano economico, il contratto prevede un incremento medio a regime di 130 euro mensili per il personale delle Università, 195 euro per il personale degli Enti di Ricerca e 131 euro per il settore AFAM, oltre al pagamento degli arretrati maturati nel periodo di riferimento. L'erogazione delle somme potrebbe avvenire già a partire da gennaio 2026.

La preintesa assume un valore particolare in una fase economica ancora segnata dall'inflazione: consolidare gli adeguamenti retributivi e garantire aumenti reali significa rafforzare la tutela del potere d'acquisto e dare risposte immediate a chi ogni giorno contribuisce alla formazione, alla conoscenza e alla ricerca nel nostro Paese.

La scelta di chiudere il contratto 2022/2024 senza ulteriori rinvii rappresenta una decisione di responsabilità e concretezza, che permette ora di concentrare l'attenzione sul prossimo rinnovo, utilizzando le risorse già disponibili e ponendo al centro la valorizzazione professionale e salariale del personale.

Con questa firma, si chiude la stagione contrattuale 2022/2024 e si apre una nuova fase: quella del riallineamento dei tempi di contrattazione, condizione essenziale per rendere più efficace la difesa delle retribuzioni e più stabile il riconoscimento del lavoro svolto in tutto il comparto dell'Istruzione e della Ricerca.

Su iniziativa della UIL, accolta dall'ARAN, per il settore AFAM sono stati utilizzati i fondi destinati all'aumento del fondo contrattuale di secondo livello per incrementare le voci relative alla RPD, alla CIA e all'Indennità di amministrazione, che assumono pertanto valore utile anche ai fini pensionabili. Nel corso del confronto, è stato affrontato anche il tema delle risorse residue del triennio 2019-2021 del settore Istituzioni ed Enti di Ricerca, non ancora distribuite con il precedente CCNL perché accantonate per far fronte a eventuali oneri della sequenza contrattuale prevista dall'art. 178, comma 1, lett. f) del CCNL del 18 gennaio 2024.

Le parti hanno preso atto congiuntamente dell'impossibilità di chiudere tale sequenza e hanno concordato sulla necessità di avviare una nuova sequenza contrattuale riferita al triennio 2019-2021, che consenta di utilizzare le risorse residue per ulteriori incrementi retributivi, riconoscendo così il lavoro svolto dal personale del comparto.

In questo ambito, sarà inoltre possibile dare attuazione a quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2022 (art. 1, comma 604), che permette agli enti di incrementare le risorse destinate ai trattamenti accessori del personale fino allo 0,22% del monte salari 2018. Si tratta di un'opportunità importante per valorizzare ulteriormente la professionalità e l'impegno dei lavoratori della ricerca.

Le parti hanno infine condiviso la necessità di aggiornare gli indirizzi all'ARAN e si sono impegnate ad avviare rapidamente le interlocuzioni con i soggetti istituzionali competenti per l'emanazione dell'atto di indirizzo, propedeutico all'apertura delle trattative per la nuova sequenza contrattuale.

Un passo concreto e positivo verso il pieno utilizzo delle risorse disponibili e il riconoscimento economico del personale del settore.

 CCNL 2025-2027  
L'ARAN ha confermato la simulazione relativa alla parte economica dei rinnovi contrattuali per il triennio 2025-2027 nei settori dell'Istruzione e della Ricerca.

Si tratta di dati non ufficiali, elaborati sulla base dei parametri previsti dalla precedente Legge di Bilancio, che stima una rivalutazione complessiva della massa salariale pari al 5,40%.

Secondo le proiezioni, l'incremento medio delle retribuzioni per il triennio 2025-2027 sarebbe così articolato:

  • Settore Università: aumento medio complessivo di circa 135 euro mensili per tredici mensilità. L'incremento stimato sarebbe di 131 euro per le aree di Operatori, Collaboratori e Funzionari, e di 205 euro per il personale dell'Area di Elevata Professionalità.
  • Settore Ricerca: incremento medio complessivo di circa 201 euro mensili per tredici mensilità. Nello specifico, l'aumento stimato è di 167 euro per i profili dal IV all'VIII livello e di 229 euro per Ricercatori e Tecnologi.
  • Settore AFAM: incremento medio complessivo previsto di 147,73 euro mensili per tredici mensilità. Al momento non è stata fornita una distinzione tra personale docente e tecnico- amministrativo.

  Infine...  
In coerenza con la nostra posizione, abbiamo ribadito la necessità espressa in modo chiaro dall'ordinanza della Corte d'Appello - di recepire nel contratto il principio della piena partecipazione ai momenti di informazione e confronto previsti a tutti i livelli, anche in assenza della sottoscrizione del CCNL.

Tale ordinanza ha infatti riconosciuto in modo inequivocabile il diritto della nostra organizzazione a essere presente nei processi di consultazione e dialogo con le Amministrazioni, in quanto espressione di una rappresentanza reale e riconosciuta del personale del comparto. Si tratta di un principio che va oltre l'aspetto strettamente giuridico: è una questione di democrazia sindacale e di rispetto delle regole della partecipazione, elementi fondamentali per assicurare trasparenza, equilibrio e pluralismo nei rapporti tra amministrazione e lavoratori.

Per la UIL Scuola RUA, garantire la partecipazione effettiva a tutti i livelli non è solo un diritto riconosciuto, ma anche una condizione essenziale per la qualità delle relazioni sindacali e per la costruzione di un sistema di confronto realmente aperto e rappresentativo. È su questi valori che si fonda la nostra azione quotidiana e sui quali non siamo disposti a fare passi indietro.

  UNIVERSITA'