In data odierna si è svolta presso l’ARAN la riunione dedicata al rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca 2025–2027, nel corso della quale è stato raggiunto un importante accordo per il riconoscimento del buono pasto anche durante lo svolgimento del lavoro agile.

L’intesa dà piena attuazione a quanto già previsto nel precedente CCNL 2022–2024, che impegnava le parti a introdurre, nel successivo triennio contrattuale, una disciplina chiara sul riconoscimento del buono pasto in modalità agile. Si tratta di un risultato concreto e atteso, che risponde alle esigenze reali del personale e valorizza una modalità di lavoro ormai strutturale nel comparto.

Questo accordo rappresenta un passaggio decisivo verso l’inserimento formale della misura nel nuovo CCNL 2025–2027, rafforzando un principio di equità: il lavoro agile non può essere considerato lavoro di serie B, ma una modalità organizzativa che merita pieno riconoscimento anche sotto il profilo dei diritti.

Di particolare rilievo è anche il metodo con cui si sta procedendo al rinnovo contrattuale: per la prima volta, l’incremento contrattuale prevede il riconoscimento sia della parte economica sia di quella normativa in vigenza di contratto. Nei rinnovi precedenti, infatti, si interveniva a contratto già scaduto, determinando ritardi e disallineamenti tra diritti e condizioni di lavoro. Si tratta di un cambio di passo significativo, nella direzione di una maggiore tempestività ed efficacia della contrattazione.

In questo quadro, le parti hanno assunto un impegno chiaro: la chiusura della parte normativa del CCNL dovrà concludersi entro il 2027. Un passaggio fondamentale per garantire tempi certi, evitare ritardi strutturali e assicurare una piena definizione dei diritti, delle tutele e delle condizioni di lavoro del personale del comparto.

In tale prospettiva, per la UIL RUA l’impegno è quello di incidere in modo significativo sulla parte giuridica del contratto, anche alla luce della scelta di non sottoscrivere il CCNL 2019–2021, a causa di criticità rilevate, in particular, nelle storture contrattuali presenti nei settori Università e AFAM e nel mancato riordino dell’ordinamento nel settore della Ricerca.

Come Organizzazione Sindacale, abbiamo sostenuto con convinzione – ben prima della pandemia – il valore del lavoro a distanza, riconoscendone l’impatto positivo sull’organizzazione del lavoro e sulla qualità della vita delle lavoratrici e dei lavoratori. Il lavoro agile contribuisce infatti a migliorare la conciliazione tra vita professionale e personale, riduce i tempi e i costi degli spostamenti e favorisce un maggiore benessere complessivo.

L’accordo raggiunto oggi si inserisce pienamente in questo percorso e rafforza una linea di azione chiara: garantire diritti omogenei, indipendentemente dalla modalità di svolgimento della prestazione lavorativa.

Un risultato importante, che conferma la validità delle battaglie portate avanti e apre una nuova fase di maggiore equità, tempestività e valorizzazione del lavoro nel comparto Istruzione e Ricerca.