Nel corso dell’incontro del 31 ottobre u.s. presso l’ARAN è stata presentata la proposta economica relativa alle sezioni Università, Ricerca e AFAM, completando così il quadro complessivo del rinnovo del contratto del comparto Istruzione e Ricerca, dopo la parte già illustrata per la Scuola.

Come precisato dall’ARAN, la proposta riguarda esclusivamente gli aspetti economici e si integra con il testo già trasmesso nelle precedenti sedute.

Gli incrementi degli stipendi tabellari sono previsti per gli anni 2022, 2023 e 2024, in linea con quanto già definito per la sezione Scuola e per gli altri comparti del pubblico impiego. Gli aumenti per il 2022 e 2023 coincidono con l’IVC erogata in quegli anni, mentre dal 1° gennaio 2024 decorrono i nuovi incrementi a regime.

UNIVERSITÀ

Per il settore Università, è stato indicato di destinare le risorse contrattuali al trattamento fondamentale del personale universitario, valorizzando anche le voci fisse di stipendio, come l’Indennità di Ateneo. In questa direzione, la nostra organizzazione ha proposto che l’intera dotazione economica venga orientata verso il trattamento fondamentale, per garantire un impatto retributivo stabile e strutturale.

L’ARAN ha confermato che gli aumenti previsti saranno così distribuiti: circa il 90% delle risorse è destinato agli stipendi tabellari, mentre le risorse restanti andranno all’Indennità di Ateneo. Gli incrementi entreranno a regime dal 1° gennaio 2024.

È inoltre prevista la possibilità di incrementare il fondo per il trattamento del salario accessorio, superando il limite del 2016, nella misura dello 0,22% del monte salari 2021, come stabilito dalla Legge 207 del 30 dicembre 2024 (Legge di Bilancio 2025).

Infine, è stata introdotta la definizione delle tariffe orarie per il lavoro straordinario, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza e uniformità nella gestione dei compensi.

CCNL 2025-2027

L’ARAN ha reso nota una simulazione riguardante la parte economica dei rinnovi contrattuali per il triennio 2025–2027, riferita ai settori dell’Istruzione e della Ricerca. I dati diffusi non hanno carattere ufficiale, ma derivano da elaborazioni basate sui parametri della precedente Legge di Bilancio, che prevede una rivalutazione della massa salariale complessiva pari al 5,40%.

Secondo tali calcoli, l’incremento medio delle retribuzioni per il triennio 2025–2027 risulterebbe così distribuito: Per il comparto Università, l’aumento medio complessivo ammonterebbe a circa 135 euro mensili per tredici mensilità, con un incremento stimato di 131 euro per le aree di Operatori, Collaboratori e Funzionari, e di 205 euro per il personale dell’Area di Elevata Professionalità.

Nel settore della Ricerca, l’incremento medio complessivo sarebbe di circa 201 euro mensili per tredici mensilità. In particolare, per i profili dal IV all’VIII livello l’aumento stimato è di 167 euro, mentre per Ricercatori e Tecnologi si attesterebbe intorno ai 229 euro.

Per quanto riguarda il comparto AFAM, l’incremento medio complessivo previsto è di 165 euro mensili per tredici mensilità. Al momento, non è stata fornita una distinzione tra il personale docente e quello tecnico-amministrativo.